Olio Dolce di Rossano un olio D.O.P. Bruzio Colline Joniche Presiliane

Olio Dolce Rossano

L’Olio Extravergine di Oliva BIOLOGICO D.O.P. BRUZIO Colline Joniche Presilane è un olio pregiato ricavato dalla cultivar Dolce di Rossano

L’ olio Dolce di Rossano  ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine protetta DOP BRUZIO “Colline Joniche Presilane”

Passeggiando all’interno dell’azienda ci si può imbattere in individui maestosi della cultivar Dolce di Rossano, varietà locale dalla quale otteniamo il nostro omonimo monovarietale.

La maggiore presenza di individui è concentrata su un poggio, in località “cozzo del finocchio” probabilmente perché gli anziani di un tempo andavano a raccogliere il finocchietto selvatico sia per il consumo fresco che successivamente, nella fase in cui sono presenti i semi, come essenza da usare nella lavorazione della carne suina per preparare i salumi calabresi.

Estrazione Olio di Oliva ExtravergineL’olio che ne consegue viene estratto a freddo nel frantoio aziendale, adottando tutte le accortezze e la tecnologia del caso affinché si preservi il contenuto in biofenoli in modo da esaltarne il flavour finale. Il profilo organolettico di tale varietà è caratterizzato da un fruttato leggero/medio con sentore di erba appena falciata, mela verde, carciofo e mandorla. Al gusto si percepisce un leggero amaro e piccante che lo rende ideale negli abbinamenti con carni bianche, rosse e pesce.

L’Olio dolce di Rossano è presente nella zona di Corigliano e Rossano  già dai tempi dei Romani

La cultivar dolce di Rossano ha origini antiche. Successivamente al periodo romano, sin dal V sec. d. C. si ebbe un lungo periodo di generale depressione e decadenza agricola, che coinvolse anche il mondo dell’olivicoltura calabrese penalizzata ancor più, dalla cessazione dei tributi e, sorretta ed incoraggiata unicamente, fino all’anno Mille, dagli attivi frati degli ordini basiliani, benedettini, cistercensi, che nell’epoca bizantina si prodigarono con successo a diffondere la pianta nell’intera parte centrale della Calabria, soprattutto sulle colline e nelle vallate dei confacenti terreni del Vibonese, del Lametino, del Soveratese, del Crotonese.

Gli ultimi anni del Medioevo, che abbracciano la prima fase di questo secondo periodo, furono caratterizzati da un’importante inversione di tendenza in campo agricolo, con un significativo aumento della coltivazione dell’ulivo, piantagione che più di altre venne stimolata oltre che protetta da diverse norme. A questo progresso diedero un impulso decisivo ancora una volta gli enti episcopali e conventuali dell’epoca, che riuscirono a ricreare pian piano oliveti di una certa estensione, affidandoli in gestione a contadini.

Grazie a tali accorgimenti, pur tra tante difficoltà, gli oliveti cominciarono a rifiorire. Secondo antiche tradizioni, i plurisecolari oliveti presenti nel comune di Rossano, costituiti ancora oggi da migliaia di piante della cultivar Dolce di Rossano, sarebbero stati realizzati proprio dai monaci basiliani della Chiesa d’Oriente. Non a caso, nel 1223 il monastero greco del Patirion di Rossano era tenuto a pagare annualmente con alcune lagene di olio, secondo la misura di Rossano, quello di San Giovanni in Fiore appartenente all’ordine florense, per lo sfruttamento di pascoli sulla Sila. Nell’XI secolo, l’olivo è segnalato nel Cosentino e sulle coste tirreniche (Scalea) dal Brebion reggino; mentre in epoca sveva se ne hanno testimonianze, fra l’altro, per Bisignano e Luzzi nella Valle del Crati (Vatrano e Ranieri 2019).

Da Agricoltura Biologica nasce l’olio dolce di Rossano

L’azienda conduce in modo biologico attenendosi scrupolosamente a quelle che sono le pratiche agronomiche e le strategie fitoiatriche ammesse nei disciplinari di produzione. Passeggiando nei viali si potranno osservare le cosiddette nicchie ecologiche, costituite da cespugli di macchia mediterranea, quali lentisco, cisto, ferola, ecc. Le nicchie ecologiche sono abitate da organismi vegetali e animali, i quali vivono in equilibrio tra di loro e pertanto, tali formazioni consentono di tutelare e implementare quelli che vengono considerati gli “insetti utili”, che è alla base dei principi di agricoltura biologica.

Il contenimento del cotico erboso è gestito tramite trinciatura delle malerbe in modo che la parte vegetale triturata rimanga sul terreno e funga col tempo da pacciamante (uno strato permanente che ostacolando i raggi del sole inibisce la germinazione dei semi delle malerbe) nonché da banca di sostanza organica che lautamente ritorna al suolo. È risaputo che questo tipo di gestione previene il dissesto idrogeologico, rallentando il ruscellamento dell’acqua piovana che se intensa, depaupera gli strati superficiali dei nutrienti utili alle piante agrarie.

La fertilità del suolo è supportata dalla produzione aziendale di compost derivante dal patè di sansa che viene prodotto dagli scarti della frangitura delle olive, il quale viene stoccato in totale sicurezza, su una piattaforma di calcestruzzo, onde evitare infiltrazione nelle falde acquifere. Dopo diversi mesi, una volta maturo, viene spanto negli uliveti in modo da aumentare la banca di humus, fonte di ricchezza per il suolo agrario. Per la concimazione, l’azienda si avvale di prodotti ad alto tasso di sostanza organica nobile derivante da letame.

La potatura delle Piante Monumentali

La potatura delle piante “monumentali” della cultivar Dolce di Rossano viene effettuata nel pieno rispetto degli operatori, basti pensare che l’altezza media delle stesse raggiunge tranquillamente gli 8-9 metri. Pertanto si utilizzano piattaforme aeree, aste telescopiche a cui si collegano le motoseghe e gli altri attrezzi per condurre al meglio i tagli cesori, i quali devono rispettare l’armonia delle piante, l’equilibrio vegeto-produttivo.

La raccolta

Anche la raccolta avviene nel rispetto assoluto delle piante, la cui “vecchiaia” le porta ad essere molto fragili alle sollecitazioni meccaniche degli scuotitori, a maggior ragione se non utilizzati in modo razionale.

A maggior tutela di queste piante “sacre” l’azienda mette a disposizione degli operatori gli agevolatori (per la raccolta manuale) più sofisticati affinché si possano tutelare l’architettura delle piante e i tempi di esecuzione consentano di conferire il prodotto fresco al frantoio in tempo da evitare l’insorgenza di difetti (off-flavour) da fermentazione, causati dal surriscaldamento delle drupe.

È risaputo che lo stoccaggio prolungato delle olive nei bins (cassoni della capienza di circa 2,5 q.li di olive) innesca processi fermentativi che andranno a conferire il difetto di “riscaldo” al prodotto finito. Tra le problematiche dei cambiamenti climatici c’è la difficoltà di gestire le temperature nella fase di raccolta, non a caso diverse aziende hanno optato per la raccolta notturna delle drupe o come nel caso della nostra azienda l’utilizzo di celle frigorifero atte ad abbassare la temperatura dei bins a livelli accettabili.

Sistemi e Tecniche per la difesa delle colture

La gestione fitoiatrica viene effettuata nel rispetto dell’ambiente e dando la priorità, ove possibile, a strategie agronomiche che vadano a contenere naturalmente lo sviluppo di patogeni o parassiti. È il caso dei funghi patogeni o delle cocciniglie, i quali vengono contenuti anche grazie ad un’attenta gestione della chioma, cercando di aumentarne lo spazio interno per diffondere l’aria e la luce. La vocazionalità dei territori fanno si che vi siano le migliori condizioni di esposizione alla luce e a venti dominanti che aiutano la gestione fitoiatrica.

Tra i mezzi tecnici a disposizione dell’ azienda si annoverano il caolino, la zeolite, i sali di rame, ecc.

Il caolino è una polvere di roccia bianca, inerte, che serve a creare una pellicola sottile sul filloplano. È facilmente disperdibile in acqua, mezzo attraverso il quale viene somministrato alla chioma della pianta, in modo da avvolgere le foglie e i frutti. Questa copertura consente molteplici effetti, tra cui una protezione contro l’eccessivo riscaldamento dei raggi solari, cerca di contenere la traspirazione della pianta e inoltre protegge le drupe dalla ovideposizione della mosca olearia (Bactrocera oleae Gmelin, 1790).

Il film di particelle aumenta la riflessione dell’eccessiva radiazione solare, favorendo la PAR (parte fotosinteticamente attiva) e riducendo, quindi, i rischi di danni da calore su frutti e foglie.

La zeolite, è un minerale costituito da alluminosilicati che viene utilizzato anche come integratore negli esseri umani vista la sua capacità di chelare metalli pesanti, chemioterapici, tossine ed aiutare ad espellerle dall’organismo. In agricoltura, vista la sua elevata porosità e capacità di scambio cationico, viene utilizzata come coadiuvante nei compostaggi o nel campo della fitoiatria come agente che possa assorbire il più possibile l’umidità, la quale come è noto, crea le condizioni ideali per lo sviluppo di malattie batteriche e fungine. Funge anche da carrier, in modo da aumentare l’assorbimento di nutrienti come l’azoto nelle radici, nonché l’aumento di ritenzione idrica nella rizosfera. Quindi il suo utilizzo è consigliato sia da solo che in miscela con sali di rame, fisioattivi, ecc.

Alla luce di quanto sta accadendo con i cambiamenti climatici, bisognerà rivedere le strategie di lotta fitoiatrica, le conoscenze della fisiologia delle specie agrarie in modo da aiutare le piante a contrastare gli stress ambientali a cui sono sottoposte.

 

L’azienda Vulcano crede molto nell’utilizzo di mezzi tecnici come il caolino e in tutto ciò che consenta di ridurre l’impatto ambientale. La lotta ai cambiamenti climatici è iniziata, la famiglia Vulcano ha deciso di continuare a coltivare i suoi meravigliosi uliveti, frutto di costanza e dell’amore verso la propria terra, nonostante la crisi del settore oleario che spesso non riesce a garantire il giusto prezzo di vendita al famoso “oro verde”.

 

Articolo scritto dal dott. Vatrano Thomas – (Agronomo, critico e profondo conoscitore di Olio di Oliva)

Bibliografia – Vatrano Thomas e Ranieri Bakhita. L’olio d’oliva tra storia, archeologia e scienza. Ed. “Il Cristallo” 2019

Slowfood Olio Vulcano
Olio dolce di Rossano dell’Azienda Vulcano segnalato nella guida agli Extravergini Slow Food 2020

Dolce di Rossano

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